Il mondo è grigio, il mondo è blu

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Ancora meglio se blu ottanio con sfumature intense color verde bosco, rigogliosissimo.

E’ stato mentre cercavo il nuovo nome di questo blog, durante una cena a casa mia davanti a Ellsworth Kelly (così suona molto figo e più autorevole, ma leggi “in sala da pranzo, davanti alla parete la cui decorazione è ispirata al grande maestro dell’Hard edge painting“), che Alessandra mi ha raccontato di come si fosse innamorata a prima vista della casa in cui attualmente vive, e di quali acrobazie esistenziali le abbia fatto fare la vita prima di stabilircisi. La mia amica abita in un bellissimo palazzo di inizio Novecento a Torino e, nonostante l’appartamento risulti una sorta di miraggio al quarto piano senza ascensore, il salone ospita continuamente amici e amici di amici.

In questo tempio dell’accoglienza, di cui Alessandra è dea indiscussa, abbiamo deciso di ricavare uno spazio in cui raccogliersi nella lettura, nella progettazione del prossimo viaggio, nella contemplazione intima della bellezza dei propri sogni e della propria vita.

copertina

Il risultato ha molto a che vedere con il titolo del post, non solo perché ascoltassimo Battiato durante i lavori. Ho riflettuto su quanto fosse necessario uscire dai deliziosi schemi geometrici e cromatici del pavimento, in cementine originali di forma esagonale di diverse tonalità di grigio, per riuscire a creare un ambiente contemporaneo e vicino alle esigenze di una vita libera e amante del colore.

Le pennellate rimangono aperte sul bianco di fondo delle pareti su cui spiccano rami di ciliegio in fiore, a ricordarci che i limiti non fanno bene alle relazioni umane e alle meravigliose, potenziali connessioni con l’ambiente in cui viviamo.

E che la primavera arriva, sempre.

P.S: Grazie Jessica, amica e amica di amica.

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